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GUYANA: Cento anni di impegno missionario
Notizie Anno 2010
Servizio elettronico d'Informazione SJ - Era il novembre del 1907 quando il gesuita britannico Cuthbert Cary-Elwes diede il via ad una missione della Compagnia di Gesù a Lethem, cittadina della regione di Rupununi, in Guyana, al confine con il Brasile. All'apertura delle celebrazioni del centenario hanno partecipato più di 800 persone, in maggioranza amerindi provenienti dai territori interni del Paese, oltre ai vescovi di Georgetown, capitale della Guyana, e di Boa Vista, in Brasile.
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Il P. Antonio Pernia, sdv, è il nuovo Co-Presidente della USG
Notizie Anno 2010

Roma, 3 febbraio 2010 – Al termine del suo mandato come Superiore Generale della Congregazione degli Oblati di Maria Immacolata, il P. Wilhelm Steckling,  lascia anche l’incarico di Co-Presidente nella Unione dei Superiori Generali. Nella stessa nota inviata dalla segreteria generale, risulta che il P. Antonio Pernia, attuale Superiore Generale dei Padri Verbiti, entra nel 2010 come Co-Presidente della USG.
Il Fratello Stockman René, Superiore Generale dei Fratelli della Carità di Gen, entra come membro.

 
Religiose missionarie in terra africana
Testimonianze

doroteedicemmo.webhat.it - Nel mese di luglio 2009, dal 3 al 10, il vescovo di Brescia, Mons. Luciano Monari, ha visitato i Missionari bresciani in Burundi. È passato anche da Murayi, dove ha incontrato le nostre Suore e ha conosciuto l’opera da loro svolta. L’hanno accompagnato don Raffaele Donneschi, direttore del Centro Missionario Diocesano e un folto gruppo di bresciani. Don Raffaele ci offre la sua riflessione sulla presenza delle suore nelle Missioni africane.

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Nuova comunità orionina a Changwon, in Corea del Sud
Notizie Anno 2010

www.host-lime.com - E’ una nuova “ripartenza” all’orionina, dai più poveri, in povertà, senza tanti mezzi, per rivivere la parabola della Divina Provvidenza. Con la firma della “convenzione” tra il vescovo di Masan, Ahn Myeong Ok, e il superiore generale, Don Flavio Peloso, la Congregazione orionina è stata ufficialmente accolta in Corea del Sud, nella città di Changwon.

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SIR - Servizio Informazione Religiosa > Quotidiano SIR - Servizio Informazione Religiosa , Quotidiano
CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, "ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO" (4)

Lunedi , 08 Febbraio 2010 20:41

CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, “ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO“ (4)

Il “grande appello” contenuto nella “Caritas in veritate”, ha spiegato il cardinale, è quello di “orientare a favore dell’uomo la nuova fase che si sta aprendo per il fatto che l’uomo sta diventando (...)


CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, "ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO" (3)

Lunedi , 08 Febbraio 2010 20:37

CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, “ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO“ (3)

Alla base dell’orientamento etico dello sviluppo, ha affermato il card. Ruini, sta “il riferimento alla natura sia dell’uomo sia delle realtà infra-umane e quindi alla ’legge naturale’” perché “l’ambiente (...)


CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, "ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO" (2)

Lunedi , 08 Febbraio 2010 20:34

CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, “ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO“ (2)

“La prospettiva nella quale l’Enciclica afferma la centralità del soggetto umano”, ha proseguito il card. Ruini, non è soltanto “funzionale” alla questione dello sviluppo; al contrario, “la centralità (...)


CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, "ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO"

Lunedi , 08 Febbraio 2010 20:32

CARD. RUINI: CARITAS IN VERITATE, “ALLA LUCE DELLA CENTRALITÀ DEL SOGGETTO UMANO“

“La verità dell’uomo si esprime anzitutto nella centralità della persona umana che l’Enciclica, dedicata come la ’Populorum progressio’ al grande tema dello sviluppo integrale e planetario, considera (...)


TURCHIA: JAGLAND (CDE), IMPEGNO COMUNE PER I VALORI FONDAMENTALI E CONTRO IL RAZZISMO

Lunedi , 08 Febbraio 2010 17:45

TURCHIA: JAGLAND (CDE), IMPEGNO COMUNE PER I VALORI FONDAMENTALI E CONTRO IL RAZZISMO

Il comune e “fermo impegno” ad intensificare la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’islamofobia è stato riaffermato dal segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, e dal (...)


News di Mondo - ANSA.it Updated every day - FOR PERSONAL USE ONLY
Haiti: uomo estratto vivo di recente dalle macerie

Non e' chiaro quanto a lungo sia rimasto sepolto

Cambi: euro a 1,3661 dollari

Moneta Usa a 89,28 yen, 1,0726 franchi e 0,640 sterline

Nucleare: Iran, Aiea preoccupata

Dopo decisione Teheran di arricchire uranio al 20%

Romania,Ue da' fino al 2012 per deficit

Dovra' scendere sotto il 3%

Petrolio: chiude in rialzo a Wall Street

Negli ultimi scambi guadagna 67 centesimi a 71,68 al barile

Fides News Italiano Le notizie dell'Agenzia Fides
AFRICA/SUDAFRICA - Alla Chiesa cattolica locale la gestione di un programma internazionale di ...

Johannesburg (Agenzia Fides)- “Questo evento premia l’impegno e i risultati della Chiesa cattolica nel prendersi cura della più vasta popolazione del mondo colpita dal virus HIV” ha affermato Ruth Stark rappresentante del CRS (Catholic Relief Services, la Caritas degli Stati Uniti) in Sudafrica, nel corso di una cerimonia svoltasi a Johannesburg. L’evento si riferisce al trasferimento della gestione del programma AIDSRelief dalle mani del CRS a quelle della Southern African Catholic Bishops’ Conference (SACBC, la conferenza episcopale che riunisce i Vescovi di Sudafrica, Botswana e Swaziland). AIDSRelief fornisce cura e assistenza a più di 60mila persone nei tre Paesi dell’Africa australe, dove si registra la più alta incidenza di infezioni da virus HIV. Il programma è finanziato dal President’s Emergency Plan for AIDS Relief (PEPFAR), i cui fondi sono inviati in Sudafrica attraverso il CRS. “Siamo orgogliosi e grati delle persone che lavorano sul campo, fornendo cure ai bambini a livello locale. È qui che la dedizione e l’impegno del nostro personale, specializzato e non, si mostra all’altezza di incredibili sfide, spesso in circostanze difficili. È l’impegno e il duro lavoro di queste persone che tiene insieme il tutto” ha detto Suor Alison Munro, responsabile dell’ufficio AIDS della SACBC. Nel suo intervento, Suor Alison ha ricordato la storia degli ultimi 10 anni dell’ufficio AIDS della Conferenza episcopale dell’Africa australe, che ha il compito di coordinare gli sforzi della Chiesa cattolica in Sudafrica, Botswana e Swaziland a favore delle persone colpite dalla malattia. La religiosa ha inoltre sottolineato che assistono la Chiesa sudafricana in questa opera, oltre al CRS, anche altri organismi cattolici Cordaid (Olanda), Trocaire (Irlanda) e Cafod (Inghilterra e Galles). Il programma è rivolto soprattutto ai bambini e, pur rimanendo “una goccia nell’oceano”, come ha ricordato Suor Alison, “il suo effetto a cascata è impossibile da misurare”. Grazie alla distribuzione gratuita di medicinali antiretrovirali, la maggior parte delle persone inserita nel programma sopravvivono e sono in grado di vivere un’esistenza dignitosa. (L.M.) (Agenzia Fides 8/2/2010)

AFRICA/GUINEA - “Le tensioni provocate dalle condizioni di sottosviluppo dell’area sono alla ...

Conakry (Agenzia Fides)- “Un banale incidente di circolazione che provoca un’esplosione di violenza mette in evidenza il degrado della vita sociale della Guinea e in particolare di quella zona del Paese” dice all’Agenzia Fides una fonte della Chiesa della Guinea dopo gli scontri a N'Zérékoré, che hanno provocato due morti e una quarantina di feriti. N'Zérékoré è un centro nella Guinea forestale, a circa 1000 km dalla capitale Conakry, nell’est della Guinea. Gli incidenti sono scoppiati venerdì 5 febbraio a seguito di un banale diverbio tra una donna di etnia Guerzé, cristiana, che pretendeva di attraversare la strada sbarrata dalla polizia per permettere la preghiera ai fedeli musulmani, di etnia Malinké, che non avevano trovato posto nella moschea vicina. Il diverbio è poi degenerato in scontri tra le due etnie. Le autorità hanno imposto il coprifuoco e hanno inviato a N'Zérékoré una delegazione governativa, che si è riunita con i leader religiosi locali, cristiani e musulmani. Questi ultimi hanno invitato la popolazione alla calma. “Le tensioni politiche degli ultimi mesi in Guinea hanno risvegliato conflitti atavici tra i Malinké, musulmani originari del Mali, e Guerzé, cristiani, ma non penso che vi sia un legame con le attuali vicende politiche del Paese” dice la fonte di Fides. “Queste tensioni legate alla spartizione delle terre e delle risorse, sono state acuite dal fatto che per circa 20 anni, nel periodo di governo del Presidente Lansana Conté (1984-2008), la Guinea Forestale dove si trova N'Zérékoré è stata abbandonata a se stessa” dice la fonte di Fides. “Non vi sono infrastrutture né strade asfaltate, o un programma di sviluppo reale. Per percorrere i 1000 km che separano N'Zérékoré dalla capitale occorrono 20 ore. Le uniche attività economiche avanzate sono realizzate da una serie di multinazionali: la zona è in via di deforestazione a causa del massiccio taglio di alberi pregiati da parte di un’azienda cinese, mentre una compagnia americana sfrutta gli importanti giacimenti di ferro. Queste attività provocano gravi danni ambientali senza recare dei benefici alla popolazione locale, come posti di lavoro o la creazione di infrastrutture accessibili a tutti. Per esportare il minerale di ferro, ad esempio, viene utilizzato un aeroporto privato gestito dalla compagnia mineraria”. Per comprendere le cause delle recenti violenze, (oltre a quelle di ieri, ve ne sono state nel 2006 e nel 2007) occorre dunque una chiave di lettura più approfondita di una semplice descrizione di “scontri tra cristiani e musulmani”. (L.M.) (Agenzia Fides 8/2/2010)

ASIA/PAKISTAN - Shazia e la violenze sulle donne cristiane in Pakistan

Lahore (Agenzia Fides) – La triste vicenda di Shazia – la ragazza cristiana violentata, torturata e uccisa dal suo datore di lavoro, un ricco avvocato musulmano di Lahore (vedi Fides 25/01/2010) – “riporta all’attenzione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale le violenze sulle donne in Pakistan, specialmente sulle lavoratrici cristiane”, dicono a Fides fonti della Chiesa in Pakistan. Secondo l’Ong pakistana “Alleanza contro la Violenza Sessuale” (“Alliance Against Sexual Harassment”), il 91% delle lavoratrici domestiche dice di aver subito abusi o violenze sessuali. In più “Shazia, che era giovane e appartenente a una comunità religiosa di minoranza era particolarmente vulnerabile”, nota l’Ong. Secondo l’organizzazione, ogni anno le denunce di casi simili sono numerose e riguardano anche veri e propri sequestri, subiti da tali lavoratrici: spesso vengono strappate alle famiglie cristiane, costrette a sposare ricchi uomini di affari e a convertirsi all’islam. Nel 2009 i casi denunciati di violenze contro le donne (cristiane e non) sono aumentati del 13%, nota la Fondazione “Aurat”, attiva da oltre 20 anni nella difesa della donna in Pakistan. E molti casi restano sconosciuti perché non registrati. Secondo i dati forniti dalla Fondazione, nel 2009 vi sono stati 1.052 omicidi di donne, 71 casi di stupro con omicidio, 352 stupri, 265 stupri di gruppo, 1.452 casi di torture, 1.198 sequestri. Alcuni di questi casi riguardano perfino delle bambine, come il recente episodio di una bimba di 4 anni violentata e uccisa il 31 gennaio scorso in un villaggio nell’area di Faisalabad, in Punjab. “La situazione è preoccupante”, notano le fonti di Fides. “La discriminazione sociale contro le minoranze religiose è diffusa, in particolare sono molti gli abusi sulle donne, perpetrati da gruppi militanti islamici ma anche da esponenti della media borghesia, come è accaduto nel caso di Shazia. Il governo deve adottare seri provvedimenti per garantire la libertà e i diritti delle donne in Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 8/2/2009 righe 26 parole 267)

ASIA/MALAYSIA - La Chiesa evangelica del Borneo presenta ricorso per utilizzare la Bibbia con ...

Kuala Lumpur (Agenzia Fides) – La vicenda sull’uso del nome Allah per i cristiani della Malaysia continua a tenere banco nella società malaysiana, notano fonti di Fides nella Chiesa locale. La Chiesa evangelica “Sidang Injil Borneo” (SIB), che significa “Comunità evangelica del Borneo”, denominazione protestante radicata soprattutto nel Borneo Malaysiano, ha inoltrato un ricorso all’Alta Corte per gli Appelli e i Poteri Speciali per ottenere il permesso di utilizzare e diffondere le Bibbie e altre pubblicazioni pastorali in lingua “Bahasa Malaysia”, in cui si usa il termine “Allah” per indicare Dio. L’Alta Corte ha fissato per il 5 marzo la prima udienza con i rappresentanti della Chiesa evangelica, per esaminare la delicata questione, che si inserisce nella vicenda già nota che ha occupato le cronache dei giornali nel mese di gennaio: il ricorso presentato dalla Chiesa cattolica, in particolare dal settimanale “Herald”, per l’uso della parola “ Allah” nella sua edizione in “Bahasa Malaysia”. La Chiesa “Sidang Injil Borneo”, in una dichiarazione in dieci punti inviata all’Agenzia Fides, chiede al governo il riconoscimento del suo diritto, costituzionalmente sancito, di usare e diffondere le Bibbie in lingua “Bahasa Malaysia” e in “Bahasa Indonesia” , due lingue molto simili, che utilizzano il termine “Allah”. La Chiesa SIB è nata nel 1928 e si è diffusa nella Malaysia peninsulare nel 1993, utilizzando quasi sempre per il culto, le liturgie e le pubblicazioni, il “Bahasa Malaysia”, unica lingua diffusa fra gli indigeni del Borneo. Si tratta si una della più grandi Chiese cristiane in Malaysia, contando oltre 500mila fedeli e 600 chiese in tutta la nazione. Una di queste è stata attaccata nella scia di violenze contro gli edifici cristiani, seguita alla sentenza dell’Alta Corte, favorevole alla Chiesa cattolica, ai primi di gennaio. Il leader della SIB, Jerry Dusing, ricorre contro il divieto emesso dal governo verso le Bibbie e le pubblicazioni che utilizzano il termine “Allah”, in quanto la comunità si è trovata “impedita nel culto e nel lavoro pastorale”. Perdipiù sono state sequestrate le Bibbie circolanti nella congregazione, e quelle spedite dall’Indonesia, tutte in “Bahasa Malaysia” o in “Bahasa Indonesia” (vedi Fides 20/10/2009). “La libertà religiosa è un nostro diritto”, ha detto Dusing. Il leader ha anche criticato l’orientamento del governo di concedere solo ai fedeli cristiani presenti nel Borneo malaysiano (precisamente nei due stati di Sabah e Sarawak) di utilizzare il termine “Allah” per il culto (perchè “l’utilizzo è tradizionale per i cristiani nativi in Malaysia orientale”, dice l’esecutivo). Tutte questioni che la SIB presenterà al giudice in tribunale. Intanto dopo l’arresto e la detenzione di tre giovani accusati di aver preso parte agli attacchi contro le chiese cristiane avvenuti nel mese di gennaio, le indagini della polizia continuano e hanno portato all’arresto e al fermo di altri quattro giovani musulmani: si tratta di quattro disoccupati fra i 18 e i 29 anni , accusati dai magistrati degli attacchi incendiari per i quali rischiano pene fino a 20 anni di prigione. Nella lista dei 18 edifici di culto che hanno subito attacchi o atti vandalici fra l’8 e il 27 gennaio, in seguito alla vicenda che ha infiammato l’opinione pubblica malaysiana, figurano: 11 chiese e un convento cristiano; tre moschee e due aule di preghiera musulmane; un tempio sikh. (PA) (Agenzia Fides 8/2/2010 righe 28 parole 289)

EUROPA/IRLANDA - Nomina del Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 1 gennaio 2010 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Irlanda per un quinquennio (2010-2014) il Rev.do P. Gary Howley, della Società di San Patrizio per le Missioni Estere. Il nuovo Direttore nazionale è nato il 25 ottobre 1952 a Clonmel (diocesi di Waterford and Lismore) e, dopo gli studi teologici a Kiltegan, è stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1980 nella chiesa di Saint Mary, diocesi di Kildare and Leighlin, dal Vescovo della diocesi di Abakaliki, in Nigeria. Dal 1980 al 1985 ha lavorato nella diocesi di Abakaliki (Nigeria) come parroco e nel seminario minore. Dal 1985 al 1989 ha lavorato in Irlanda nell’ufficio per la promozione Società di San Patrizio per le Missioni Estere, quindi nel 1990/1991 è stato parroco nell’Arcidiocesi di Lusaka (Zambia). Nel 1991/1992 ha studiato giornalismo negli Stati Uniti d’America. Al rientro è stato: direttore del magazine della Società di San Patrizio “Africa” (1993/2003); Segretario dell’Associazione stampa dei religiosi (1995/2001); Superiore regionale dei missionari di San Patrizio (2004/2008); Membro esecutivo della Unione Missionaria Irlandese (IMU) (2004/2008). (S.L.) (Agenzia Fides 8/02/2010)

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